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Generiamo il futuro delle scienze della vita. Tanti spunti dall'evento di Siena

Mercoledì, 26 Settembre 2018

Due giorni di confronto e di riflessione su presente e futuro delle scienze della vita in Toscana

“Generiamo il futuro”, l’evento organizzato dalla Regione e svoltosi a Siena nei giorni scorsi, ha portato tanti spunti interessanti.

L’evento organizzato dalla Regione Toscana, in collaborazione con la Fondazione Toscana Life Sciences nell’ambito dell’evento informativo annuale del Programma operativo regionale (Por) del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), è stato strutturato in due sessioni plenarie e in cinque focus tematici, che si sono svolte tra il Polo Mattioli dell'Università di Siena e il Santa Maria della Scala. Ed è proprio in queste sessioni che il mondo della ricerca, quello delle istituzioni e delle imprese si sono confrontati intorno ai temi più significativi dell'ecosistema regionale delle scienze della vita: dall'attrazione di investimenti, ai finanziamenti per ricerca e innovazione, dalla medicina di precisione fino all’alta formazione e alla sanità 4.0.

Il bilancio della due giorni - sottolinea Andrea Paolini, direttore generale di TLS - per le presenze, per i temi trattati e anche per il clima positivo che abbiamo respirato. C’è voglia di valorizzare il nostro settore, che è un’assoluta eccellenza sia nella componente pubblica che in quella privata. C’è, soprattutto, la forte consapevolezza che dall’interazione tra i tanti soggetti che operano nelle scienze della vita, con la spinta e il supporto di enti come la Regione Toscana, la Fondazione Monte dei Paschi, il Ministero, si possano portare a casa risultati importanti partendo dalle eccellenze e dalla qualità che abbiamo sul nostro territorio. Generare il futuro attraverso lo sviluppo del nostro settore è una sfida che, insieme, possiamo vincere. È emerso in maniera forte la necessità di una maggiore interazione e collaborazione tra soggetti di natura diversa. Si deve fortificare il rapporto tra ricerca pubblica e quella delle imprese, ma anche la componente interdisciplinare con settori che sempre più si integrano con il nostro settore: quelli ingegneristici e informatici solo per fare due esempi. Ancora una volta sottolineo il ruolo del decisore pubblico, sia esso di livello governativo, ministeriale, regionale, perché è il vero motore, il volano che può far cambiare le traiettorie e le scelte strategiche dei soggetti che poi operano sui territori.

Accanto alla Toscana delle bellezze artistiche - ha detto il presidente della Regione, Enrico Rossi, esiste anche la Toscana del lavoro intellettuale, della scienza, della ricerca che diventa applicazione industriale. Una Toscana che, anche in questi ambiti, può competere a livello europeo e mondiale Questo settore – ha proseguito – vale circa il 7% del pil regionale e conta circa 12mila addetti . Siamo quindi una eccellenza in Italia a livello di ricerca, investimenti, crescita occupazionale, la terza realtà nazionale, dopo Lombardia e Lazio”. E tutto questo, ha aggiunto il presidente, grazie a tutti i soggetti che sono parte di questo sistema, “dall’università che forma personale di altissima qualità, a tutto il mondo imprenditoriale”. Il presidente ha sottolineato il ruolo delle grandi aziende farmaceutiche presenti in Toscana e la leadership assoluta in alcuni ambiti: è il caso di Siena per i vaccini, di Firenze per l’insulina. All’insieme di questo sistema di ricerca la Regione ha dato un sostegno significativo: tra il 2010 e il 2017 abbiamo speso in ricerca sanitaria 140 milioni. A questi si aggiungono fondi europei dati a imprese e ricercatori del settore delle scienze della vita per oltre 30 milioni, una cifra che va moltiplicata per 3-4 volte grazie agli investimenti che ha generato”. Accanto al sostegno economico Rossi ha poi sottolineato il ruolo svolto dalla Regione nel creare le condizioni per dare certezza dei tempi nella sperimentazione clinica dando così sicurezza alle aziende farmaceutiche.

TLS in dieci anni – ha sottolineato il presidente della Fondazione TLS, Fabrizio Landi – è cresciuta costantemente fino a diventare un soggetto centrale nel panorama regionale e nazionale, modello di collaborazione, versatilità ed efficienza. Una struttura snella, che permette di accelerare la creazione di impresa, ma anche la ricerca di base. TLS è impegnata ad aggregare competenze, piattaforme e progetti nel campo delle scienze della vita, creando un ambiente naturale dove fare ricerca, sviluppare innovazione e realizzare impresa è più semplice e più veloce. Gli ultimi dati ci dicono che il nostro lavoro sta producendo frutti positivi. Nel 2017 sono stati generati e attratti complessivamente, tra Fondazione TLS, imprese e gruppi di ricerca, oltre 25 milioni di euro. Dal 2007, complessivamente, sono state attratte e generate sul territorio oltre 150 milioni di risorse

Nel campo delle scienze della vita - ha dichiarato la vicepresidente della Regione, Monica Barni - così come in altri contesti tecnico-scientifici, le politiche regionali per l’alta formazione cercano non soltanto di facilitare un più ampio accesso dei giovani all’istruzione universitaria attraverso specifiche azioni di orientamento e supporto economico, ma anche di favorire la formazione di competenze di alto profilo che possano poi trovare collocazione in ambiti strategici del sistema economico-produttivo regionale, rafforzandone la competitività. Per raggiungere questi obiettivi – ha detto Barni – la Regione si avvale di una serie di strumenti attraverso i quali si propone di intervenire lungo tutta la filiera della formazione universitaria, agendo “a monte”, in uscita dai percorsi di istruzione secondaria superiore, “in itinere”, con interventi volti a favorire una maggior adesione dell’offerta universitaria ai fabbisogni emergenti del sistema produttivo, e “a valle”, per migliorare il grado di occupabilita’ degli studenti e dei ricercatori universitari, e per accrescere il trasferimento dei risultati delle attività di ricerca condotte in questo ambito verso il mondo produttivo Tre, ha chiarito Monica Barni, i principi conduttori delle politiche regionali per alta formazione e ricerca: il primo sta proprio nell’assumere lo stesso concetto di filiera come base di una visione strategica che deve collegare tra di loro i diversi punti del sistema, stabilendo connessioni tali da favorire reciproche sinergie. Il secondo cardine è quello di assicurare la coerenza dei diversi interventi rispetto agli assi strategici che sono alla base dei programmi regionali di sviluppo. Il terzo principio è quello dell’interlocuzione con tutti gli attori della ricerca e dell’innovazione per una governance condivisa.

Per approfondire

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Categoria: News

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