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Nasce l’Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica

Martedì, 19 Dicembre 2017

Presentati i dati 2016 sugli screening oncologici toscani

Nel corso della presentazione dei risultati 2016 sugli screening oncologici da parte dell'Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica è stata annunciata la prossima fusione tra ISPO e Istituto Toscano Tumori. Dal 1° gennaio 2018 ci sarà un unico ente, che si chiamerà Ispro, Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica

La prevenzione contro il cancro fa un altro passo in avanti in Toscana. Sta per nascere l'Ispro, l'Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica, grazie alla fusione tra Ispo e Itt. L'annuncio è stato dato dal direttore di Ispo, Gianni Amunni: “Non sarà una semplice unione giuridica tra Ispo e Itt, ma piuttosto l'espressione di una volontà forte di governo dell'oncologia regionale. Con il nuovo ente – ha proseguito Amunni -, intendiamo essere più vicini alle singole realtà e condividere più profondamente azioni migliorative, protocolli, iniziative di ricerca. Vogliamo anche avere un filo più diretto con le direzioni aziendali, che, trovandosi a dirigere contesti molto vasti, possono non a vere sempre una fotografia tempestiva della situazione".

L'annuncio della nascita di questa nuova realtà è stato dato dal direttore di Ispo durante un convegno organizzato a Firenze dall'Istituto e dedicato proprio ai programmi di screening oncologico della Regione Toscana. In questo contesto sono stati presentati importanti dati che confermano che l'indicatore LEA, Livelli essenziali di assistenza (rapporto tra aderenti al test di screening e popolazione eleggibile all'invito) si mantiene costante rispetto al biennio precedente, raggiungendo un punteggio di 13 su un valore massimo di 15. La Toscana si colloca quindi tra le 4-5 più virtuose d'Italia. Nello specifico, il dato di estensione medio regionale (rapporto tra invitati e popolazione eleggibile all'invito) di tutti e tre i programmi di screening (mammella, collo dell'utero e colon-retto) si posiziona sempre al di sopra del 90%, evidenziando una pressoché totale copertura della popolazione.

Questi i risultati degli screening oncologici in Toscana nel 2016 (l'estensione è il rapporto tra invitati e popolazione eleggibile all'invito; l'adesione è il rapporto tra aderenti al test di screening e invitati):

- screening mammografico: estensione 95,7%; adesione 72,9%
- screening cervicale (collo dell'utero): estensione 100%; adesione 56,6%
- screening colo-rettale: estensione 93,6%; adesione 49,3%.

Il valore medio di adesione appare molto buono sia per lo screening mammografico (72,9%) che per quello del collo dell'utero (56,6%), attività di prevenzione ormai ben consolidate e apprezzate dalle donne. Mentre il dato di adesione del colon-retto si mantiene stabile ormai da anni intorno al 50% (in linea con i dati medi italiani); come osservato anche a livello nazionale, nell'adesione a questo screening ci sono differenze di genere, con una maggiore partecipazione delle donne (51,8%) rispetto agli uomini (46,5%).

Si continua a osservare ancora una grande variabilità tra un'azienda e l'altra (i dati sono ancora elaborati in base alle 12 ex Asl). Mentre per alcune Asl il dato è buono e costante nel tempo, per altre è fluttuante, con cause diverse: personale insufficiente, inadeguatezze organizzative, carenza di risorse tecnologiche.

Da qualche anno si analizzano i dati di adesione agli screening anche per la popolazione migrante: complessivamente i valori medi di adesione della popolazione proveniente da Paesi a forte pressione migratoria sono inferiori a quelli della popolazione appartenente a Paesi a sviluppo avanzato, ma si osservano anche vistose differenze tra un'azienda e l'altra.

Su fronte degli screening oncologici, dunque, la Regione Toscana registra ancora una volta un'ottima performance. "Il risultato del 2016 è un valore stabile ormai da tre anni - ha sottolineato sempre al convegno l'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi -. Noi ci auguriamo, non solo che rimanga tale, ma che raggiunga il massimo valore. Sappiamo che i tumori aumentano con l'aumentare dell'età, e che in Italia, e in Toscana in particolare, la popolazione anziana è costantemente in crescita. In uno scenario come questo, la prevenzione oncologica in generale, e gli screening in particolare, devono fare la loro parte e devono farla bene. Per i tre tumori oggetto dei programmi di screening i dati epidemiologici parlano chiaro: riduzione della mortalità per il tumore della mammella, riduzione di mortalità e incidenza per i tumori del colon-retto e del collo dell'utero. Vogliamo dunque - ha detto ancora Saccardi - continuare su questa strada, e migliorare ancora. Per esempio, chiediamo che le aziende si organizzino per estendere lo screening mammografico dai 45 ai 74 anni. E che individuino modalità in grado di attrarre maggiormente la popolazione maschile per quanto riguarda la partecipazione al programma di screening colo-rettale".

 

 

Fonte: Toscana Notizie

Categoria: News

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